Nella mostra "Africa in gioco" vengono riuniti giocattoli di bambini africani prodotti con materiali di riuso e di scarto dagli stessi bambini di diverse regioni dell’Africa.
La Mostra “Africa in Gioco” è costituita da una selezione di giocattoli appartenenti alla collezione permanente del Museo Il Tamburo Parlante di Montone (PG) diretto dal Prof. Enrico Castelli, integrati da altri provenienti dalla collezione “Fortunato” per un totale di cento pezzi. Ciascun “Oggetto” è corredato di una scheda esplicativa in italiano ed in inglese contenete informazioni sulle sue caratteristiche (dimensioni, epoca di costruzione, data di acquisizione) e sulle aree di provenienza, per le quali sono indicate condizioni antropologiche, culturali e socio-economiche.
I giocattoli sono collocati in due teche di legno laccato bianco, articolate in scomparti delle dimensioni di 7,00 x 0,60 x 3,00 mt. (di altezza).
E di alcune pedane di dimensioni variabili per alcuni oggetti particolari, ai quali vengono associati una serie di pannelli fotografici e relativi testi esplicativi, anch’essi di dimensioni variabili. Nella parte superiore delle Teche sono inseriti pannelli fotografici a colori che riproducono alcune immagini relative al gioco ed ai suoi rituali.
Alcuni Giochi, di elevato significato simbolico e rituale come il “Gioco dell’iniziazione” o il “Gioco della guerra” sono rappresentati in una serie di pannelli fotografici, di diverso formato, completi di esplicazione e testi.
Questa mostra si propone di far conoscere al pubblico italiano, e in particolare ai bambini, lo spirito di iniziativa e la fantasia con cui i bambini africani costruiscono, da soli con materiali di recupero, i propri giocattoli, che diventano nel contempo momento di creatività ed oggetti del proprio gioco.
“In special modo quest’ultimo si pone come modalità di conoscenza, di tecniche, di pratiche, di contenuti e di valore”.
Si tratta di una esperienza lontana da quella dei bambini occidentali soffocati da giochi tecnologici che non lasciano spazio né alla fantasia né alla manualità. Infatti “ Mentre la nostra società dei consumi si confronta giornalmente con i problemi creati dall’accumulo di crescenti quantità di rifiuti, in Africa gli stessi scarti sono fonte inesauribile di materie prime. Attorno a tutte le metropoli africane sorgono collettività che si occupano della selezione delle materie prime (vetro, ferro, metalli, plastica, carte etc.). Un fiorente mercato permette la circolazione e l’approvvigionamento con cui si producono, a costo accessibile, oggetti d’uso comune a partire da tale ri-uso.
Maestri del ri-uso sono i bambini. La strada dove vicino vivono e giocano si riempie, come le nostre, di rifiuti. La fantasia del gioco utilizza tali frammenti re-inventando per ogni materiale destinazione, funzione e forma. Ogni giocattolo che i bimbi costruiscono è un collage di frammenti inutili, riscoperti e assemblati con perizia. |